Gruppo della Bibbia

Il Gruppo della Bibbia si incontra il Venerdì sera alle h. 21.00.

L'incontro è presieduto e diretto dal Diacono Adolfo Zaccarini.

 

Origine della Lectio divina

La prima lectio divina della storia di cui si abbia testimonianza sarebbe stata impartita da Gesù stesso ai discepoli di Emmaus. Ad essi infatti Gesù, dopo la sua resurrezione, avrebbe spiegato le profezie che si riferivano a lui stesso e che erano scritte nell'Antico Testamento. Seguendo l'esempio di Gesù, i primi cristiani iniziarono a rileggere con cura e amore i libri del popolo di Israele, cogliendone le profezie messianiche e le allegorie cristologiche ed ecclesiologiche (cioè i simboli e i temi che potevano spiegare meglio il mistero di Cristo e della Chiesa). Esempi di queste profezie rilette e interpretate dai primi cristiani li troviamo nei vangeli stessi e nelle lettere degli apostoli.

 

Nella liturgia cristiana, la lectio Divina (lettura divina) è un modo tradizionale di pregare la Bibbia. La lectio divina è l'operazione dell'ascolto di Dio, che ci vuole parlare attraverso le Scritture. Praticamente, è il tempo forte quotidiano che si accorda a questo Ascolto. In un certo senso, è l’Arte spirituale principale. Quest'arte, così vitale, ci insegna come ricevere la "Parola del giorno" e come metterla in pratica. Questo è ciò che noi domandiamo nel Padre Nostro, quando diciamo: "sia fatta la tua volontà come in Cielo, così in terra" e poi: "dacci oggi il nostro Pane quotidiano".

 

L'operazione dell'ascolto riassume in sé tutti i comandamenti, e tutto il Vangelo. Il cuore del messaggio biblico è di amare, amare Dio e amare il proprio prossimo. Ora amare è ascoltare la Parola di Cristo e metterla in pratica: "Se uno mi ama, osserverà la mia Parola" (Gv 14, 23, cfr. Gv 14, 15.21).

 

L'operazione completa dell'Ascolto si riassume così: "Ascoltare la Parola di Dio e metterla in pratica". Niente di più semplice a parole, tuttavia la pratica mostra che non c’è sfida umana più grande di questa. In realtà, 1- la messa in pratica non è un’opera puramente umana. Essa non può essere realizzata appoggiandosi unicamente sulle nostre proprie forze. In aggiunta, 2- l’Ascolto è un’operazione che parte da Dio: noi non scegliamo quale Parola mettere in pratica, ma è Dio che, nella sua sapienza di veduta, ci dona “la Parola del giorno”. Quest’ultima è più adatta al nostro vero e più immediato bisogno di questo giorno. Durante l’operazione dell’Ascolto ci scontriamo contro due cose: 1- a) l’abisso che esiste tra ciò che noi sappiamo (la nostra intelligenza, i nostri pensieri) e ciò che noi facciamo (la nostra volontà, i nostri atti). 1- b) Constatiamo che la nostra volontà è ammalata, che fa altro dal mettere in pratica la Parola ricevuta. 2- Non sappiamo come fare per cavarcela; il lato pratico dell’Ascolto ci sfugge. È la lectio divina che ci insegnerà praticamente come colmare questo abisso.  

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